L'agriturismo Villa Marmini oltre ad essere immerso nel verde è oggi uno dei pochi agriturismi ricchi di storia, infatti, nel 1732 il Canonico Pietro Franceschini donava al Comune di Volterra una raccolta di urne cinerarie, da lui scavate, e di un suo possesso (detto casa ai Marmi, oggi chiamato Marmini) posto nel cuore della necropoli del Portone, forse la più estesa area cimiteriale di Volterra antica.
Utilizzata in particolare nel periodo ellenistico ed anche in epoca imperiale dal popolo Etrusco, i tre quarti delle urne in visone nel Museo Guarnacci provengono da questa necropoli.
È da lamentare che scarse e poco significative sono state le notizie tramandate ad oggi su questi scavi, avvenuti per lo più in modo caotico e gestite in prima persona da appassionati ed eruditi locali. Questi studiosi non lasciarono documentazione sulla disposizione delle urne negli ipogei e del corredo associato, interessati più che altro, a raccogliere il maggior numero di oggetti di pregio, per costituire collezioni private o vendere i frutti delle loro ricerche.
Le due uniche tombe oggi visitabili, all'interno dell'agriturismo, sono due significative testimonianze di questa stagione di ricerca che va circa dal 1730 ai primi del 1900.
Volterra online: la storia: cenni alla storia di Volterra e breve descrizione dei suoi principali monumenti.
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